lunedì 9 novembre 2009

Torta cioccolato e pere

Un'altra coccola... ne ho proprio bisogno... Che brutto provare qualcosa per qualcuno che non prova lo stesso per te, e che non si rende nemmeno conto di quanto possa ferirti!
Sako è così carino in questi giorni, sempre di buon umore, mi chiama da lui a cucinare, mi loda, gioca con me, mi coccola, mi abbraccia, mi spupazza... Ieri mi ha invitata a cena, avrebbe cucinato Jack (io avevocucinato la sera prima, tra l'altro una cosa buonissima, ma non avevo la macchina foto... argh!!! va beh tanto è assolutamente da rifare!). Io vado, e di nuovo sono beata...
Poi però la discesa... Durante l'ultimo suo viaggio a Shanghai ha conosciuto una ragazza, italiana, del Trentino... una certa Juliana, che lavora a Shanghai nel campo della moda. In quei giorni erano sempre in giro per locali, quindi quando è tornato aveva il suo contatto, ovviamente.
Ieri si stavano scrivendo... lo fanno abbastanza spesso, non è la prima volta che vedo la faccia di lei sul suo profilo skype, sul computer di lui. Sembra carina, bionda, faccia regolare... (scusate... usare 'viso' mi sembrava troppo amichevole)... poi non si può capire molto da una foto, comunque non è un cesso.
Ieri mentre mangiavamo lui si è portato al tavolo il computer, e continuava a chattare con lei. Io con l'occhio a momenti strabico son riuscita a leggere un paio di frasi, poi ho lasciato perdere perché l'occhio mi si stava allungando per davvero, più leggevo più sarei stata male, e non volevo fare l'impicciona. Stavano flirtando apertamente, lei a chiedergli dimmi cosa pensi di me e lui a scriverle te lo dico fra 5 minuti, con tutte le stupide faccine e occhiolini e smile vari. Cretino. Almeno abbi il buon gusto di mangiare e poi di tornare dalla tua amichetta, o di farlo mentre io non sono accanto a te. A me basta poco, un attimo prima stavamo lottando sul tappeto ridendo e scherzando e lì invece mi son chiusa n un silenzio di concentrazione anti-lacrime e pieno di pensieri. Ecco perché era tutto contento di aver preso la patente e mi diceva dei suoi pani di andarsi a fare i weekend a shanghai, e di andar là per il capodanno, visto che cade di venerdì... Quando tempo passerà dal prossimo viaggio a Shanghai? Giovedì riparte per Ningbo, passerà da lì? Probabile che lo faccia. Accidenti! Finita la sua bella chiacchierata dongiovannesca ha avuto pure il coraggio di rendersi conto che c'era stato un cambiamento in me e di chiedermi se andava tutto bene... Stupido. Non che non va bene, diamine, come potrebbe andare bene?? Poi io ovviamente, consapevole che così facendo lo allontano solo di più, mi cerco di dare un contegno, di controllare il mio stato d'animo pensando che la decisione spetta a me, lui non mi ha mai promesso niente, se le cose così non mi vanno bene non ho che da finirle. E ovviamente non riesco a farlo. Alla fine ho dormito lì, male e parlando nel sonno, cosa che faccio quando non sono tranquilla. Litigavo in cinese con un commesso perchè non mi dava la farina giusta, io volevo la zhongjin mianfen e lui mi continuava a proporre la gaojin mianfen.
Stamattina ho levato le tende prima ancora che arrivasse Lucy, la segretaria, perché non riuscivo a sopportare la sua vista un minuto di più. E lui a peggiorare ancora la situazione dicendomi di far finta di niente, se l'avessi incontrata sulle scale... Ma cosa credi, che sia scema? Se mi vede andare via di qui alle 9 del mattino non credi che capisca che ho dormito qui? E poi, manco fosse la prima volta! Ste stupide apparenze!! Solo con me non se ne cura, non si nasconde mai manco quando si sta spianando la strada per un'altra tipa, per di più italiana!!

Insomma... sono triste, sono nervosa, sono debole oggi... fragile fragile come un bicchiere di cristallo... basta stringerlo un po' di più, e si rompe. Sto aspettando solo la giusta occasione per piangere un po'. Oggi mi son messa a fare la pasta sfoglia, perchè in qualche modo le mani le dovevo occupare... Ma voglio proporvi un dolce, una goduria calorica... per coccolarvi un po' con me.



La ricetta è di Nighty, la fatina buona.



Ingredienti:

PER LA PASTA
120 g di burro
80 g di zucchero
20 g di mandorle
1 bustina di vanillina
1 tuorlo
170 g di farina
1 cucchiaio di cacao

PER LA FARCIA
1 barattolo di pere sciroppate
300 g di cioccolato fondente
5 uova
50 g di burro
4 cucchiai di zucchero

Per la pasta: in una ciotola, mescolate la farina, le mandorle ridotte in polvere, lo zucchero, il cacao, la vanillina, fate la fontana e unitevi il tuorlo e il burro, quindi impastate per amalgamare gli ingredienti.
Stendete la pasta e rivestite una tortiera di 24cm. di diametro, ponete in frigorifero a riposare per 30 minuti. Coprite con carta da forno e legumi secchi e cuocete a 180° per 20 minuti.

Per la farcia: sbattete i tuorli con lo zucchero fino a renderli spumosi, quindi unitevi il cioccolato e il burro sciolti; montate gli albumi a neve e incorporateli al composto.

Disponete le pere a spicchi sul fondo della crostata, versate la crema di cioccolato e livellate con un cucchiaio. Cuocete a 180° per 15 minuti, sfornate e lasciate raffreddare.



Secondo me la mia è troppo bagnata, mi ricordo che quando l'ho fatta avevo avuto problemi di tempo (infatti non ci ho manco messo lo zucchero a velo, vergogna!!! Voi andate a vedervi che bella che è dalla padrona di casa...), ma son passati più di due mesi e sinceramente non mi ricordo...



La torta comunque è cioccolatosa al massimo, avvolgente, morbida, cremosa. A me che in genere non amo l'accostamento frutta-cioccolato perchè il cioccolato si sente poco, stavolta non ha dato il minimo fastidio.. anzi le pere ci stavano proprio bene, in quell'ammasso cioccolatoso!!! L'ho preparata per la ragazza del mio migliore amico, su richiesta di lui... spero abbiano apprezzato, anche se era un po' pesantuccia per un dopo-cena... Ma adesso, chissà se basterebbe, per tirarmi su??


lunedì 2 novembre 2009

Torta salata ricotta e piselli

Sempre durante il mese trascorso in Italia, ho fatto questa ricetta... ce l'avevo in archivio da un po', ad aspettare, così ho approfittato di una festa con amici dei miei per prepararla... ognuno doveva portare qualcosa, così io ne ho subito approfittato per sperimentare! E' stato in quella stessa occasione che ho assaggiato il pecorino più buono del mondo, che poi ho ordinato per portarmelo via, e che adesso si trova, ancora intatto, nel frigo di Sako.
Ma torniamo alla torta, di cui vi riporto la ricetta pari pari all'originale... Mi è piaciuta, il gusto è delicato ma consistente... unica nota: secondo mia mamma c'erano troppi piselli.

E' perfetta da portare per qualche pranzo o picnic perché da tiepida o fredda è meglio ancora, e poi a mio parere è molto coreografica, non trovate?




Ricetta di Tania.

Ingredienti (per uno stampo da 24cm):

Per la Pasta Brisé:
200g di farina
100g di burro freddo a pezzi
50ml di acqua fredda
1 pizzico di sale

Per il Ripieno:
450g di piselli
100g di prosciutto cotto
1/2 cipolla
1 tazzina d'acqua
500g di ricotta
2 cucchiai di grana padano
3 uova
100ml di panna
5 foglie di menta
olio di oliva q.b.
sale q.b.
pepe q.b.

Prepariamo la pasta brisé (qui ci sono le foto dei passaggi per la realizzazione) lavorando rapidamente prima la farina con il sale e il burro; quando il composto diventa sabbioso, aggiungiamo l'acqua e impastiamo, formiamo la palla, avvolgiamola nella pellicola e lasciamo riposare in frigorifero per almeno 30'.



Trascorso il tempo, la stendiamo sulla spianatoia leggermente infarinata e la mettiamo nello stampo con il solo fondo coperto da carta forno, tagliamo l'eccesso in modo da formare un bordo alto 4cm (questa operazione può essere fatta in anticipo, teniamo lo stampo in frigo finché il ripieno non sarà pronto).
Per il ripieno: in una padella scaldiamo l'olio, facciamo soffriggere la cipolla affettata, uniamo i piselli, li mescoliamo e aggiungiamo la tazzina di acqua. Lasciamo cuocere per circa 10' o comunque finché l'acqua non si sarà asciugata. Tagliamo il prosciutto a listarelle e lo uniamo ai piselli oramai asciutti, mescoliamo, lasciamo cuocere per 1', spegniamo il fuoco e lasciamo raffreddare. In una terrina, mescoliamo bene la ricotta con le uova, il grana padano, la panna, le foglie di menta ridotte in pezzi piccoli, il sale e il pepe, quindi aggiungiamo i piselli (possiamo tenerne qualcuno da parte per la decorazione) con il prosciutto.



Ora, mettiamo il composto ottenuto nella base di pasta brisé e inforniamo a 200°-220° per circa 1h e 20' o comunque fino a doratura (io ho usato il forno a gas):

Sformiamo e lasciamo raffreddare. Decoriamo con i piselli e qualche foglia di menta.
Può essere mangiata sia tiepida che fredda.



Baaaaa.... sono abbalata. Tutta colpa di quel dannato condizionatore sulla mia schiena l'altra sera! Già non ero wow, quello mi ha dato il colpo di grazia! Ieri mi sentivo in punto di morte, la sensazione alla gola era insopportabile! Poi son stata al caldo senza uscire tutto il giorno e oggi mi sembra trasformato in un pesante raffreddore... speriamo di aver bloccato la tracheite! Domani non lavoro così spero di riuscire a rimettermi completamente, fare lezione urlando e cantando e sudando come al solito credo mi ammazzerebbe... Per dipiù, ieri sera ho saputo che Sako torna oggi!! Ma come, non aveva detto 6 giorni?? Io che da ammalata ero riuscita a trovare un buon motivo perché rientrasse così tardi (sono un essere mostruoso al momento), eccomi servita! Accidenti, dopo tutto sto tempo in che condizioni pietose mi troverà?

Comunque a Qingdao il tempo è assolutamente impazzito... 10 giorno fa andavo a correre in pantaloncini e canottiera e ieri era inverno assoluto! Stamattina vedevo scendere qualcosa dal cielo ma non ci ho prestato molta attenzione, poi un vicino è venuto a dirci di ritirare i vestiti stesi perché... stava nevicando!!! Minuscoli fiocchi asciuttissimi, ma sempre neve era!! Ecco perché si gela con tre maglie e il plaid addosso!! Adesso c'è il sole, ma si continua a gelare. Ma il riscaldamento, quando pensano di accenderlo?? Non so cosa darei, in questo momento, per avere un forno... cucinare scalda, occupa le mani e la mente, rilassa, e quando il profumo di torta si spande per la casa persino il freddo e l'inverno sembrano meno freddi.

Buona settimana a tutti i bloggers!!


venerdì 30 ottobre 2009

Trancetti alle mele

Sako è partito da una settimana esatta ma a me sembrano 2 mesi... Ieri eravamo insieme al suo amico che ci aveva invitati a cena a Guangzhou, che per lavoro è passato di qui, e la sua assenza mi sembrava insopportabile, così gli ho scritto un sms... Meglio se non lo avessi fatto, mi ha detto che starà via altri sei giorni!!!! Ma siamo matti?????!!????

Ho bisogno di consolazione... di tante coccole. E visto che non c'è nessuno che lo faccia provvedo da me, tornando indietro a quand'ero in Italia e pastrocchiavo allegramente in cucina ogni volta che ne avevo voglia... Se adesso avessi il materiale avrei preparato di nuovo questi trancetti, una coccola pura...

ricetta presa da Chiccamart (copio pari pari... pigrizia incombe ;P)



Per la base:

200 g biscotti

100 g burro fuso

Mettere gli ingredienti nel robot da cucina. Foderare una teglia 22x32 di carta forno quindi disporre la preparazione pressando bene.

Per la crema:

250 g ricotta o mascarpone (io ricotta)

1 lattina latte concentrato zuccherato da 397 g

2 uova

Mescolare tutti gli ingredienti usando un mixer ad immersione.

Versare la crema sulla base.

Tagliare una mela a pezzettini e metterli sulla crema. Unire dell'uvetta precedentemente ammollata in acqua calda.


Nel frattempo preparare il crumble con:

5 cucchiai da tav. farina

5 cucchiai da tav. zucchero

30 g burro freddo


Mescolare velocemente gli ingredienti in modo da ottenere una pasta granulosa. Ripartire il crumble sulla crema.

Spolverare di cannella e mettere un altro po’ di uvetta.



Infornare a 200° per 45 minuti.



Far raffreddare quindi mettere in frigo a rassettare.

Tagliare a tranci e servire.




Favolosa! Sìsì, apprezzata parecchio! Poi io l'ho messo in frigo, in pratica è una specie di cheesecake, solo servito in maniera diversa e di gusto originale... quasi di torta di mele!


Dopo tutti questi 'salati', un dolcino ci voleva proprio!! Purtroppo devo attingere dalla scorta di ricette dello scorso mese italiano... qui si aspetta ancora un pacco fondamentale con robot da cucina e il primo stipendio, necessario per comprare il desiderato forno!!!


mercoledì 28 ottobre 2009

Pollo alla diavolo con patate saporite



Avete mai provato i 4 Salti in padella? Beh, lo so che pubblicizzare un prodotto congelato nel mondo dei foodblogger non fa proprio 'chic', ma io a suo tempo avevo provato alcuni piatti della linea, e devo dire che erano parecchio buoni! Io, diffidente fin da piccola (alla mensa della scuola mangiavo mal volentieri e sapevo che piselli, carotine, spinaci eran tutti congelati... infatti non capivo perché fossero così schifosamente diversi da quelli che faceva a casa la mia mamma), mi ero sorpresa, e anzi la volta che si comprava una busta era una specie di 'concessione', sia per la linea, sia perché non sono certo economiche!! Comunque ai tempi di A. avevo avuto modo di farmi una certa cultura in merito... a casa sua c'era sempre una scorta immensa di Paella (strabuonissima), patate saporite, pollo alla diavola con patate, e vari primi che non mi ricordo.

Insomma, tutto questo per dire che l'altra sera avevo voglia di patate e, non avendo ancora un forno decente e non volendo friggerle, ho pasticciato un po', ma il risultato è stato ottimo! Mi è sembrato di essere entrata nel reparto surgelati dell'Auchan, aver preso la mia busta di pollo e patate saporiti e averli buttati in padella... Se lo sapesse A.!

Ingredienti (per 2 porzioni)

2 patate grosse
300 g petto di pollo
olio
aglio
1/4 di cipolla
rosmarino ed erbette varie
salsa di soya
acqua
sale

Fate bollire le patate con la buccia, poi appena morbide (ma non spatasciate, mi raccomando, devono essere belle sode), sbucciatele e tagliatele a rondelle o a pezzettoni, come preferite.

Tagliate e fette sottili la cipolla, e fatela rosolare nell'olio caldo insieme a uno spicchio o due d'aglio. Poi buttate le patate, rosolatele da ambo i lati, poi sfumatele con la salsa di soya mista a un po' d'acqua.



Aggiungete il pollo tagliato a pezzetti, salate, pepate, aggiungete le varie erbette. Aggiungete acqua e salsa di soya ogni volta che è necessario, facendo colorare bene le patate.





Fate cuocere e asciugare, poi servite.

Mmmmmmhhhh!!! Una cenetta di quelle che danno soddisfazione, senza particolari sensi di colpa... Adoro usare la soya anche per questo... dà gusto e fatta asciugare crea una sorta di cremina... le fettne di cipolle, appassite, si attaccano così alle patate e alla carne, dando sapore... le erbette saporite... insomma..... Yummyyyyyyyyyyyyy!!! :D Molto felice di aver riprodotto, in maniera assolutamente involontaria, un piatto famoso e che mi piaceva tanto! Anzi, non per tirarmela, ma volete mettere un piatto fatto in casa con uno preconfezionato??? Ha sempre una, due, tre marce in più!

lunedì 26 ottobre 2009

Risotto carote e porri

Una ricettina oggi la devo scrivere ancora mi dimentico, ne ho combinata una buona!!! Dunque dovete sapere che qui anche a cucinare le stesse cose che si fanno a casa, con gli stessi ingredienti, il risultato non è uguale. Sarà la qualità della materia prima, le pentole più scadenti, non lo so, fatto sta che le volte che uno decide di farsi il mazzo poi è contento sì, ma non soddisfatto come lo sarebbe stato dopo un banchetto prelibato a casa propria. E sta cosa mi dà un fastidio immane.
Comunque erano un po' di giorni che mangiavo alla cavolo, senza mai voglia di cucinare qualcosa, anche perché il frigo è piccolo e siamo in due quindi non lo si può riempire di scorte... E finisce che, se quando ti viene l'ispirazione devi anche andare a comprare tutto perchè in casa non hai il necessario, ti passa la voglia. Comunque per il mio bene oggi a pranzo mi sono imposta di farmi un risotto, cercando di farmi bastare quello che avevo. Oh, è venuto troppo buono!!! Non ci avrei scommesso un solo yuan!!! Hai capito la Gaijina? Ogni tanto qualcosa di buono fa pure in Cina, sotto depressione post-sako-partenza!



Ingredienti per 1 persona:
80 g riso
1/2 carota cicciona
1/2 porro
1 pezzetto di cipolla
brodo classico
sale
pepe
formaggio

Tritate la cipolla e fatela rosolare in padella con un filo d'olio, poi aggiungete il riso e fatelo tostare un pochino.



Mentre ancora sta tostando aggiungete le carote tagliate a cubettini e il porro tagliato a rondelle, date una girata poi aggiungete un po' di brodo bollente e coprite il riso.



Salate lievemente e fate cuocere a fiamma moderata, mescolando di tanto in tanto. Quando vedete che chiama, aggiungete brodo e lasciate cuocere coperto, ma non completamente.
Dopo circa una ventina di minuti dovrebbe essere pronto, assaggiate e se necessario regolate di sale e pepate. Lasciatelo asciugare fino a diventare della cremosità preferita, poi spegnete e coprite per un minuto.



Mi scocciava usare il parmigiano solo per me, ma tempo addietro avevo comprato un formaggio spalmabile che da solo mi fa schifo... Visto che io non butto mai niente ho pensato di mantecare con quello... Non so che formaggio sia, in ogni caso il gusto assomiglia a una sottiletta in crema. Se volete io consiglierei di usare mezza sottiletta, e di farla sciogliere nel risotto.



Servite e, nel mio caso, stupitevi e datevi un'amichevole pacca sulla spalla! Mi è piaciuto tantissimo!!! E ho trovato il modo per far fuori il formaggio!!

Finalmente, per la prima volta da quando sono qua, ho avuto l'impressione di mangiare a casa!!! Alla buon'ora!!


domenica 25 ottobre 2009

Polpettone di tonno con patate al forno



Visto che ne ho parlato nel post precedente, vi posto pure la ricetta!!! E' semplicissima anche se tutta stravolta rispetto all'originale, che trovate qui, da Arietta.

Ingredienti:

2 scatole grandi e 2 piccole di tonno al naturale sgocciolato
3 uova
parmigiano grattugiato (40-50 g, non ne avevo più)
sale
olio evo
prezzemolo
pepe
una spruzzatina di limone
1-2 cucchiai di farina
una spruzzata di maionese

Allora basterebbe tritare il tutto, ma io ho pastrocchiato un po'... come vedete la ricetta originale era completamente diversa, ma qui bisogna adattarsi! Ho sbriciolato 2 scatole grandi di tonno come meglio potevo, con la forchetta, ci ho unito le due uova previste, un filo d'olio visto che il mio tonno era al naturale, pizzichino di sale, parmigiano, prezzemolo, pepe. Non avendo il pangrattato ho pensato di aggiungerci un po' di farina, anche se ad essere sincera non mi sembrava ce ne fosse bisogno, visto che la consistenza era già quella di un patè. Poi mi sono accorta che era piccolissimo!! Insomma, avremmo dovuto mangiarci un 4! Così ho aggiunto del tonno e un uovo, poi pure un po' di maionese, per renderlo più omogeneo e cremoso, visto che non potevo tritarlo. Ho assaggiato e aggiustato di sale e pepe, poi l'ho diviso in due pezzi di stagnola, e avvolto in due polpettoni...



Li ho immersi in acqua già bollente e fatti cuocere per 20 minuti, poi messi a raffreddare e infine a compattare in frigorifero... Anche se in verità quando li abbiamo mangiati erano ancora tiepidi.



Li ho serviti tagliati a fette, ognuno con un ciuffetto di maionese e un'oliva verde, e come contorno patate al forno... semplicemente tagliate a quadrotti, condite con olio, sale e tutte le erbe che avete!! Cuocete a 200° finché sono tenere, girandole di tanto in tanto, o, se ce l'avete, con funzione ventilata.



All'inizio si sono lamentati per il poco cibo (avevano solo 4 patate...), poi invece è andata bene... Ma non è rimasto niente!! Insomma... hanno gradito, a quanto pare! Fiùùùùùùù!! :)

venerdì 23 ottobre 2009

L'insostenibile consapevolezza

Mi aveva fatta d nuovo arrabbiare. Stavolta proprio alla grande. Ho pensato che proprio non me lo meritavo e cercavo di trovare la forza per mandarlo a quel paese, una volta tanto... In pratica mercoledì mi chiama alle 19 per chiedermi se ho già cenato, alla mia risposta negativa mi chiede se ho voglia di andare a cucinare per lui e Jack, e di mangiare poi tutti insieme. Io ovviamente rispondo di sì, e chiedo cosa vogliono mangiare. La risposta è no carne, no pasta, no verdure. Mmh. Resta il pesce... Ero ancora al telefono e già sfogliavo il mio archivio personale alla ricerca di qualcosa di buono, pescioso e soprattutto veloce, vista l'ora... e per cui avessimo tutti gli ingredienti. Cado sul polpettone di tonno, che non ho mai provato prima ma mi sembra una buona scelta. Gli dico quello che mi serve, e lui mi chiede a che ora posso andare. Rispondo "Ok faccio una doccia e parto!". Apriti cielo! Ha cominciato a dirmi che se facevo la doccia poi sarei arrivata troppo tardi, che lui non voleva mangiare alle dieci, che aveva fame adesso. Poi quando gli ho detto che dopo saremmo andate al Qbar mi ha detto di lasciar perdere, di andar pure a divertirmi, che avrebbe cucinato qualcosa Jack. Mi ha detto che se volevo andare per vedere lui allora potevo andare, se volevo andare per cucinare potevo starmene a casa. Il tutto a voce alta, mentre di sottofondo sentivo Jack che rideva. Bello farsi trattare così davanti alla gente... Poi mi ha detto "Bye" e ha messo giù, senza troppi complimenti, lasciandomi di merda.

Io divento una furia. Le ultime volte che passavamo le serate da loro erano piuttosto noiosette, loro a farsi le loro cose sul computer e noi a stirarci la roba o semplicemente a stare lì, e non li avevano più nè visti nè sentiti da martedì sera. Mercoledì scorso sono andati al Qbar senza manco chiamarci, e stavolta che ci vogliamo andare noi loro pretendono che siamo a loro disposizione per servirli e riverirli! Quando ho sentito il telefono squillare io ho lanciato uno strilletto di gioia e già pensavo a cosa cucinargli che gli potesse piacere, e lui che mi urla contro mentre Jack ride in sottofondo e termina sbattendomi praticamente il telefono in faccia!

Uno stupido viziato, ecco quel che è! E non mi merito di essere trattata così, dopo tutte le carinerie che ho nei suoi confronti! Non gli chiedo niente, non pretendo nulla, non voglio un ruolo nella sua vita ma pretendo il rispetto!

Incazzata come una bestia vado al Qbar, alla ladies' night, con la voglia sotto le scarpe. Poi per fortuna mi sono guardata intorno! A parte che dopo lo spettacolo che abbiam dato l'ultima volta, un sacco di gente ci salutava, senza che noi sapessimo chi fosse, ma poi... c'era qualcuno di guardabile!!!! Pieno di bellissime ragazze, accidenti, ma anche qualche tipo carino!!!! Sìììììììììììììììì il miracolo si compie!!! Qingdao non è stata dimenticata!! Un tipo interessante ci ha pure fotografate, abbiamo trovato due italiani di passaggio, poi altri bellocci... insomma, la serata stava andando meno male di quanto pensassi! Poi guardo il telefono... chiamata persa. Lo richiamo... mi chiede com'è il Qbar (prima non ci voleva venire), e se c'erano ragazze carine, io gli dico di sì, che è pieno di gente nuova, e lui mi dice ci vediamo fra un po'.
Serata rovinata... dopo un po' arriva, e manco saluta. Ma che tipo del cavolo!!! In ogni caso per me era ora di andare, lavorando il giorno dopo, quindi, visto che IO sono beneducata, lo raggiungo, lo saluto e me ne vado. Lui mi ferma e mi dice "Tomorrow you cook ok?". Gli rispondo che sì, se ha la cortesia di dirmelo il giorno prima, magari la cosa è fattibile... Poi vado a casa.
Dopo un po' lui si connette e mi scrive. Alleluia! Era parecchio che non chattavamo più così. Mi dice che si fida di me, e che vorrebbe qualcosa di buono, visto che venerdì parte per due settimane (AAAARRRGGGHHHH!!!!!). Poi mi chiede se venerdì lavoro, e se quindi non posso dormire da lui. Io gli dico che posso, ma devo saperlo prima per portarmi il materiale di scuola, e che dovrò alzarmi presto. Lui mi dice "Ok poi vediamo", mi augura la buonanotte e io me ne vado a letto, più leggera.

Giovedì, cioè ieri, torno a casa dal lavoro e mi metto subito a preparare il polpettone, pensando che voglio prevenire altri capricci e discorsi del tipo "voglio mangiare qui e subito!", poi la ricetta prevedeva parecchio tempo di assestamento in frigorifero per cui mi son portata avanti... Poi avevo bisogno di rilassarmi e chiudermi in cucina da sola a pasticciare è l'unica cosa che funziona... ogni tanto ho bisogno di prendermi dei momenti solo per me.
Alle 18 il signorino chiama Ale, e poi lei me lo passa. Lui è gentilissimo, mi dice scusa ho chiamato Ale perchè pensavo lavorassi fino alle 6! Allora, cosa devo comprare? Cosa prepari? Quando venite? Gli ho chiesto di cominciare a sbucciare le patate ma la risposta è stata "Fate prima voi ad arrivare e a sbucciarle che non io a cominciare adesso"...
Ci siamo preparate e siamo andate. Un Sako nel suo lato migliore... Felice, di ottimo umore, adorabile. Pure Jack era pimpante. Ci siamo messe in cucina, Sako ha aperto una bottiglia di vino per noi, ci ha dedicato una canzone, mi abbracciava, mi spupazzava come una bambola... Poi io gli ho detto di tutto. Gli ho detto che mi aveva fatta arrabbiare da morire la sera prima, che non si deve permettere di trattarmi così perché non me lo merito, e lui a ridere col fratello, come ogni volta che io mi incazzo. Ma insomma!! Fatto sta che poi mi son sentita una cretina visto che lui, tenerissimo, mi abbracciava, mi riempiva di bacini e bacetti e mi diceva "Ma che motivo avrei mai io per prendermela con te e trattarti male?". Mi ha detto che scherzava, che Jack era a terra a ridere durante la telefonata, e che non devo mai, mai, mai prenderlo seriamente, che lui scherzava! Bel modo del cavolo! Io sono una che sta allo scherzo, ma non mi sembrava proprio fosse così divertente sentirsi urlare in faccia e poi buttare giù il telefono... Insomma... mi ha detto che lo sapeva che mi ero arrabbiata, e che non devo farlo, che non ne ho motivo, etc. E di nuovo giù di bacini bacetti abbracci stritolamenti vari e spupazzamenti dei miei capelli già in condizione precaria.

Abbiam mangiato, abbiam bevuto vino, abbiam guardato un film. Tutto è stato apprezzato, soprattutto la compagnia. Poi è arrivato Hovig, e giù a ridere perché si è messo a fare il verso a Felix (coinquilino di Sako), di cui vogliono liberarsi perché alle 22 di sera va a dormire e vuole silenzio e alle 7 di mattina attacca la musica per allenarsi al suo kung-fu. Peccato non aver avuto la macchina fotografica!! Poi Jack e Hovig cercavano di convincere Sako ad andare al New York bar, e lui non voleva, diceva che stava passando una serata romantica (e mentre lo diceva indicava me e il vino), che il giorno dopo sarebbe partito per Shanghai, e poi parlava di massaggio... Alla fine l'han convinto, così abbiamo fatto un giretto fino al New York. Poi io e lui siamo tornati a casa sua. Finalmente!! Io mi ero portata tutta la mia roba quindi ho dormito lì. Stamattina sono andata via alle 8, l'ho salutato mentre era ancora a letto mezzo addormentato, e gli ho lascato la caffettiera con un bigliettino di istruzioni... Temo oggi a tornare a prendermela, son sicura che me l'ha distrutta, viste le sue scarse attitudini verso tutto ciò che riguarda il mondo culinario, eccetto l'alcool, il salame e il formaggio, che basta tagliare a mangiare.

Certo che la mente umana è strana. Quando l'ho conosciuto fisicamente non mi piaceva neanche, era l'unico del gruppo che mi sembrava 'almeno decente'. Non mi piaceva il suo odore, e il suo accento arabo cantilenante mi irritava da morire, perché mi dava l'impressione che mi prendesse in giro ogni volta che mi rivolgeva la parola. Quando eravamo insieme faticavo a trovare qualcosa da dire, non riuscivo a dormirci insieme perché russava.

Adesso mi piace, e mi sorprendo a guardarlo e a pensare "Com'è bello oggi!" (lol). Quando sento il suo odore sento un brivido lungo la schiena perché lo riconosco come suo. Al suo accento mi sono abituata, mi fa ridere e mi fa tenerezza. Passerei il mio tempo con lui anche senza niente da fare o da dire, perché non sento il bisogno di essere altrove. Adoro dormire insieme a lui, lo farei sempre! A parte che il suo letto è meraviglioso, ma poi è la prima volta che riesco a dormire beatamente con un'altra persona. Io in genere mi muovo nel sonno, e spesso mi alzo di notte per andare in bagno, e non voglio braccia o gambe altrui nel mio spazio... mi fa sentire soffocata, e in genere sono scomoda. Con lui ci ci addormenta abbracciati, e ci incastriamo perfettamente, non so perché. Ieri sera avrei voluto una fotografia dall'alto, eravamo così carini!!!! Lui che mi abbracciava come fossi sua, e io che lo tenevo stretto, ancorandomi al braccio che mi cingeva. Poi nel sonno ognuno va per i fatti suoi, ma appena uno dei due si sveglia, va a cercare l'altro, sempre. Lui si sveglia facilmente, ma si riaddormenta subito, quindi mi posso alzare quando voglio senza sentirmi troppo in colpa per averlo svegliato. E' molto affettuoso, si gira, mi riabbraccia e si riaddormenta. Oppure io torno dal bagno e lo abbraccio da dietro, al che lui mi prende la mano e se la tiene al petto. Che bello che è cercarsi, e trovarsi. In questo lo devo dire, Sako batte tutti.

Pensare a 15 giorni senza di lui mi causa stati d'ansia e depressione profonda. Pensare che a febbraio, quando io avrò le mie uniche vacanze, lui sarà in Thailandia con chissà chi mi causa atroce gelosia e attacchi di panico. Cosa mi sta succedendo?? No, lasciate perdere, non lo voglio sapere. Preferisco non sentirmi sbattere in faccia l'amara verità.


domenica 18 ottobre 2009

Il mare, il vento... i muri sono salvi!

Una corsa ha sempre il potere di calmarmi i nervi... La musica, il vento che sembra far piazza pulita nella mia testa, portando via (almeno per un po') tutti i pensieri... lo sforzo fisico, su cui va tutta la mia concentrazione. E poi, il mare.
Vedere le onde infrangersi con forza sugli scogli, ricevere in faccia qualche spruzzo... il mare funziona sempre.
Mi sarò beccata sicuramente una broncopolmonite, ma almeno ho evitato di spaccare qualche muro in casa... almeno a fine anno ci ridaranno la cauzione ;P!

Let's go out tonight! Arrraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!


Post anti-Sako

IO LO DETESTO!!! QUELL'UOMO MI FARA' IMPAZZIRE!!! IO VENGO MALATA PER CAUSA SUA!!!!!

Avrei voluto scrivere un bel post giovedì, perché Sako ci ha invitate a casa sua ed è stato particolarmente carino con me... Siamo arrivate e c'erano già lui, Jack, Jane e Felix che stavano guardando un film, Disturbia, così ci siamo aggiunte. All'inizio il mister non ci ha manco salutate a momenti, poi andati via Jane e Felix è stato più docile... Anzi... In pratica mi ha fatto una testa tanta perché mi ero portata via il formaggio che gli avevo portato dall'Italia. Allora, mentre ero a casa a una festa un amico dei miei aveva portato un pecorino sardo meraviglioso, una cosa strabuonissima, tanto che gliene ho ordinata una forma da portarmi via. Ho mobilitato un botto di gente per andarlo poi a prendere a Gassino, e utto per regalarlo a Sako, che va matto per i formaggi (e in cina non si trovano). Poi, essendo il formaggio tipico della Sardegna, la mia terra per metà, ero molto fiera di poter fare assaggiare qualcosa di così buono.
Insomma, gliel'ho portato e regalato appena arrivata qua, ma nei gironi che eravamo tutti a casa sua nessuno l'ha toccato... Io mi ero immaginata di mangiarlo tutti insieme, fare una cena insomma (cacchio, anche io lo volevo mangiare!!!), invece siamo sempre andati fuori e il pecorino è rimasto lì. Partito Sako, a Jack non è che importasse molto, sembrava, così ho pensato di portarmelo a casa, e di offrirlo in occasione della cena di benvenuto che volevamo organizzare nella nostra nuova casa... Giovedì sera, apriti cielo!!! A cena aveva aperto il frigo tutto contento con l'intenzione di mangiarsi il formaggio della Sardegna, ma il pecorino non c'era più! Cos'ho mai fatto a portarglielo via!! Mi ha fatto il muso tutta la sera. Mi diceva: "Che modi sono, questi italiani?? Fate i regali e poi ve li riprendete??? (in effetti....)". e io: "Ma no, è che nessuno lo mangiava, e mi spiaceva lasciarlo lì". "Vuoi decidere tu quando lo devo mangiare??"... insomma... ha tirato su un pandemonio, tanto che il giorno dopo gliel'ho riportato indietro (e non l'ha ancora mangiato, faccio notare). Comunque... io ovviamente rispondevo a tono, e lui si divertiva da morire. Non capisco perché, ma quando io sono indignata e gliene dico quattro, lui si diverte come un matto. L'altra sera mi stavo difendendo e lui rideva e ha detto al fratello: "Make a movie to my girl". Io ho aguzzato le orecchie e devo aver perso il filo del discorso pure, tutta incentrata su quel 'my girl'... Ohhhhh!! Non sarò una girlfriend, ma ha detto my!!! Che stupida.
Poi mi pacioccava, mi strapazzava come una bambola, mi tirava le guance parlando in libanese col tono che si usa coi bambini, e suo fratello mi ha spiegato che effettivamente quando qualcuno è 'cute', loro lo chiamano 'peanut', nocciolina. Io a un metro da terra, volteggiavo allegra e leggerissima. Prima di andare via mi ha di nuovo abbracciata, baciata e tirato le guance e detto "Mmmmhhhh so beautiful!!!". Io figurati, beata tra le nuvole.

Venerdì pomeriggio uscita da lavoro sono andata con Ale a portare il regalo di matrimonio a Lucy, la sua segretaria, e il pecorino al bambino. Lui era lì, Jack pure, ma lavoravano così ce ne siamo andate subito. Mentre ancora eravamo in strada lui mi telefona chiedendomi se rivolevo indietro il pecorino... poi mi ha detto che Lucy ci invitava al matrimonio. Io gli ho detto che non doveva sentirsi obbligata a invitarci solo per il regalo, al che lui mi ha risposto che lei era da un pezzo che ci voleva invitare, ma lui le aveva detto di no, di lasciar perdere, e così lei non ci aveva detto niente. COOOOOOOOOOOOOSAAAAAAAA???????????
Poi ha detto che era il suo matrimonio e che non potevamo rifiutare l'invito, e che tanto non saremmo stati allo stesso tavolo quindi a lui non faceva nessuna differenza. Poi mi ha chiesto se avremmo fatto la torta di nocciole che Ale gli aveva promesso per il suo compleanno, quella sera.
Così, quella sera siamo andate a far la torta. Lui quando son arrivata sembrava moribondo, steso a letto al buio, col mal di testa. Io che gli porto l'acqua e un'aspirina, che gli rimbocco le coperte... Patetica.
Poi si ripiglia, chissà come, si alza, mette la musica, si mette a ballicchiare, si struscia... Mah! Noi a cucinare e lui ha commentare, ha pacioccarmi, mi ha detto "You look nice today!", non mi si scollava di dosso!
Poi in serata si è beccato una fetta della torta buonissima, un massaggio alla schiena e uno pure ai piedi, perché voleva vedere se sapevo fare pure quello (io adoro fare i massaggi e sembra che mi riescano bene... e lui ovviamente ne approfitta per chiedermene uno ogni volta che può).
Poi noi ce ne siamo andate a casa, senza più uscire com'era da programma, visto che era già l'una e mezza.
La sera dopo secondo voi ci hanno chiamate, quando sono usciti? No! Io non stavo bene, mi sentivo di covare l'influenza, e lui mi ha chiesto (sia chiaro, per prendermi in giro) se volevo che mi facesse un po' di the, poi quando gli ho chiesto ragguagli sul matrimonio di oggi mi ha risposto male dicendo di non farla tanto lunga, che era semplice, bastava telefonarsi il giorno dopo, poi mi ha detto ciao e si è sconnesso, uscendo. Eeeeehhhhh beehhhhh!!!

Oggi al matrimonio non mi ha cagata di striscio, quando siamo andati via lui, Jack, Sean e Lucy sono andati via insieme, e Sean e Lucy, i proprietari dell'auto, insistevano perchè andassimo con loro, bastava stringersi. Ma lui diceva "No, no, siamo in troppi!". Cioè, non ho parole... Io un opportunismo così veramente non l'ho mai incontrato!! E la cosa che mi dà più fastidio è che io sempre lì pronta ad approfittare dei suoi momenti Sì e sempre lì a subire in quelli NO, mai una volta che lo mandi a quel paese come merita in certi casi! Gli farebbe proprio bene!! Peccato che io tema che a lui freghi talmente poco di me, che mi direbbe "Va bene, adios!", senza tanti complimenti. E così sto sempre zitta. Mi sento una deficiente.

Questo era l'ultimo weekend che potevo passar con lui visto che il prossimo lui sarà a divertrsi a Shanghai e quello dopo a divertirsi a Macao, poverino. E io sarò qui a rodermi il fegato pensando a con chi sarà e a cosa starà facendo. Io mi devo svegliare!!!! Possibile che io riesca a essere tanto stronza con chi non mi interessa ma così maledettamente imbecille quando m'importa???? Ma una via di mezzo non ce l'ho???

Scusate lo sfogo personale, ma oggi ero proprio depressa. Mi son mangiata tutti i sei cioccolatini della bomboniera, uno dopo l'altro, appena salita sul taxi. Ma che sclero!!

mercoledì 14 ottobre 2009

De luce dissertatio

Mercoledì

Oggi è stata la seconda giornata piena di lavoro. La settimana scorsa ho fatto solo il venerdì mattina e poi il sabato pomeriggio e ho così avuto modo di fare un rientro 'soft'. Ma, da ieri, si è iniziato a far sul serio.

Oggi sono uscita stanca, dopo -lo ammetto- parecchio tempo che non mi capitava, tardi, dopo una giornata di lavoro. Saranno poche ore, ma su e giù coi pullman e varie camminate non è certo riposante! Comunque uscivo, la giornata era bellissima, ancora chiara, prometteva una notte serena. E mi sono accorta che stavo sorridendo, da sola, caminando, stanca ma soddisfatta! Ho proprio capito che mi mancava lavorare, mi mancava tornare a casa la sera sapendo di aver fatto qualcosa per me, e adesso a maggior ragione... la casa in cui vivo, quello che mangio e i piatti in cui lo faccio sono tutte cose che mi sto guadagnando. Questo è bellissimo! Un sensazione stupenda! Non sono neanche più i miei risparmi, quelli, tra l'altro, risparmiati dalla mamma e non soltanto da me... questi sono proprio soldi miei. E ogni mese dovrò far quadrare i conti, farmi uscire un tot al mese dell'affitto già pagato, e altrettanti dovrò metterne da parte per l'affitto degli ultimi sei mesi; dovrò fare la spesa e vivere e pagare le bollette, e se ce la farò dipenderà dalla mia accurata o meno gestione delle mie risorse. Insomma... non sarà il lavoro della vita, ma è comunque un lavoro, e mi accorgo proprio che mi piace l'idea. E' vero, durante le vacanze mi dicevo che sarebbe stato bello continuare così, divertendosi la sera, girando di giorno... Ma poi, mentre uscivo, stasera, ho proprio sentito una sensazione diversa... La soddisfazione. E mi è piaciuta assai.

Per fortuna sto già vedendo miglioramenti; non ho problemi coi bambini, so di piacere loro, ma rientrare a scuola dopo un mese che le lezioni del nuovo anno sono avviate con un altro insegnante, senza sapere dove sono arrivati, cosa hanno studiato, e come, e se lo ricordano, e che materiale ho a disposizione in ogni classe... non è facile. Tuttavia Jessica, la direttrice, è molto disponibile e cerca di aiutarmi come può, anche se ogni tanto mi confonde solo le idee :).

Ho 4 classi la mattina, da 25 minuti l'una, poi al pomeriggio ne ho altre tre, da 15 minuti, nell'altra sede. Pochissime ore quindi, ma passo molto tempo sugli autobus, vsto che gli asili dove lavoro sono parecchio distanti da casa mia.

Il mercoledì, quindi oggi per la prima volta, dopo aver finito nell'asilo nuovo alle 15,50 del pomeriggio, devo tornare all'asilo vecchio, perché alle 16,30 ho la drama class. L'attività di questa lezione è leggere le storie ai bambini, e poi fargliele recitare. Quando Jessica ha proposto di dare a me questo corso, io ero stata entusiasta! Amo recitare, amo le storie, amo raccontarle ai bambini, mimare i personaggi, immedesimarmi nelle principesse, nei papà severi o nelle streghe cattive. Ovviamente la mia immaginazione correva già troppo... I bambini del corso hanno cinque anni, e non conoscono quasi nessuna delle parole della storia, seppur scritta in versione ultra-mega-iper-super semplicizzata e riassunta. E' tuttavia pur sempre in inglese.

La storia di questi prossimi mesi, iniziata oggi e che dovrà essere pronta per lo spettacolo di dicembre, è la Sirenetta. Amy è la ragazza cinese che mi affianca durante questa lezione. Ogni classe ha diverse insegnanti, tra cui ce n'è sempre una che parlicchia l'inglese, e che fa da sostegno all'insegnante di madrelingua (che in questo caso sarei io ;P).

All'inizio i bambini erano confusi, io avrei voluto che la lezione fosse più interessante e coinvolgente di quelle solite, in cui devono memorizzare le new words o la fonetica, ma loro non capivano in cosa consistesse, esattamente, una drama class. Così io e Amy abbiamo cercato di metterli a loro agio riprendendo alcune delle attività che siamo solite utilizzare per le normali lezioni... Pian piano io mi sono sciolta, ho iniziato a mimare tutte le frasi che leggevo, in modo da facilitare la memorizzazione delle nuove parole, e i bambini mi stavano dietro, ripetendo con foga tutte le frasi. Io ero stupita perché era tardi e credevo che le loro testoline fossero stanche e stufe di memorizzare e ripetere parole come pappagalli, e invece non sembravano neanche annoiati.
Quindi io prendevo nuova carica, enfatizzavo ancor di più i movimenti e il linguaggio del corpo, e alla fine hanno memorizzato 3 pagine e tutte le parole nuove. E hanno capito. Hanno capito la storia.

A fine lezione Jessica è venuta a chiedermi com'era andata... Mi ha chiesto l'opinione personale, lei la sua ce l'aveva già, visto che aveva seguito la lezione. Le ho detto sinceramente che, dopo un inizio un po' confuso, le cose erano andate meglio. Lei mi ha detto che era vero, e che quando mi aveva assegnato la classe era sicura che sarei stata la persona giusta... Che il mio linguaggio del corpo, il mio sorridere sempre, piace ai bambini, li affascina, li coinvolge e li rassicura. Io ero onorata di queste parole... So che Jessica è preoccupata per il mio accento italiano, perché se i genitori si dovessero lamentare lei dovrebbe risponderne; ma io, oltre alla preoccupazione per il mio accento, per cui comunque posso fare poco, sono preoccupata anche per il mio modo di fare lezione... io non sono un'insegnante. Non ho mai insegnato prima né ho mai studiato come farlo. Amo i bambini e ne ho sempre seguiti molti, e questo aiuta, ma non fa di me una maestra. Quindi le sue parole mi hanno davvero sollevata, almeno da questo punto di vista, e son tornata a casa stanca, sudata (per la mimica), ma felice. Il tempo oggi è stato magnifico, alle 18 non era ancora fresco, il cielo era limpido e io ero serena.
Rispetto a venerdì e sabato sto vivendo questo lavoro con più tranquillità, imparando pian piano a organizzarmi meglio per risparmiare tempo e accordarmi con le collaboratrici.

Tornando a casa, sbocconcellando il mio panino dolce ai fagioli rossi che mi aveva regalato Jessica, ripensavo a una cosa che mi dice spesso. Mi dice che ho una grande attitudine a stare coi bambini, perché sono sempre allegra e il mio sorriso illumina tutti. Non è un'ode a me stessa, sia chiaro... anzi in famiglia passo per una ombrosa... fate voi. Ma riferisco ciò che mi ha detto!
Ripensavo a queste parole, e poi a quelle che mi han detto mentre ero in Italia... sia i genitori della bimba che guardavo, e che prima dicevano lo stesso ("hai una luce tutta tua, speciale, sorridi sempre, sei luminosa, sei la nostra stellina")... "Non hai più la tua luce... sei diversa, sei cambiata, sei cresciuta... sei diventata grande e adesso hai perso la spensieratezza e il sorriso di prima... sei diventata consapevole e matura ma così non brilli più"; sia i miei amici, almeno quelli stretti... "Non hai più la tua luce... dov'è finita la luce di Ele?", sia mia mamma, a modo suo (perché non ha mai visto nessuna luce)... "non sei felice qui, non ridi mai, non sei più la stessa, sei sempre triste". Ripensavo a queste cose, e mi chiedevo: "Che la luce si sia degnata di riaccendersi? O che forse ci sia sempre stata ma nel mese in Italia non funzionasse? e perché?".

Io credo che ognuno abbia il suo tempo per fare tutto. Io in questo momento mi sento bene qui, mi sento a casa. Amo la mia indipendenza, la mia libertà, la mia autodisciplina, le decisioni che prendo da sola. Amo questo mio mondo solo mio, di cui fanno parte persone nuove, interessanti, affascinanti... Un mondo non isolato dal precedente, ma separato. E' come se ci fossero delle finestre, da cui affacciarsi e guardare dentro oppure fuori, e tutti possono sbirciare. Però nessuno da fuori riesce a entrare, a capire, a farne parte completamente. Ma non è una decisione o scelta mia, è così e basta. Vedo che è così, che chi guarda dalla finestra fa fatica a immaginare me con una vita qui, con un lavoro, degli orari, per di più spostati di sei ore avanti, ci si rincorre, e ci si acchiappa con più difficoltà. Ma io non chiudo mai le finestre. Mi piace che chi mi è caro possa vedere, possa partecipare, anche solo guardando, alla mia vita. Mi piace appoggiarmi al davanzale e raccontare, e ascoltare cosa succede là fuori. Non dimentico il mio mondo prima di questo, mai. Ma adesso è come se non fosse il giusto tempo per viverci, come se non fosse adatto a me. E allora spalanco i vetri e lascio guardare, voglio che vedano che qui sono felice. Nonostante le difficoltà, nonostante i dubbi, le paure, i punti interrogativi; nonostante un Sako che a volte turba il mio equilibrio rubandomi la mia serenità; nonostante tutte le piccole e grandi difficoltà quotidiane, io sono felice. L'ho capito oggi, dalle parole di Jessica. La luce è tornata in me... anzi, non è mai andata via... si era solo spenta. Adesso sono qui, e funziona di nuovo... La vedranno, dalle finestre? Anche solo un lieve bagliore? Lo spero tanto, perché se sono felice io, in teoria dovrebbero esserlo anche tutti coloro che mi vogliono bene.

La mia mamma ieri mi ha scritto una mail, ha concluso così:
"Ciao ciccia. Ora sei tornata ad essere la mia Ele. Quando eri qui no. Bacio, Mamma".

Qualcosa vorrà pur dire, no?